Partorire in casa si può
Parto in casa

Partorire in casa si può

GENNAIO 2017 – Signore e signori ebbene si, voglio partorire in casa.

Accoglierò il mio piccolo nel mio ambiente famigliare: il mio desiderio è proprio quello di partorire in casa mia, tra le mura dove già viviamo.

gravidanza
Parto in casa, una scelta consapevole della donna con gravidanza fisiologica

Nella mia città il reparto maternità dell’ospedale sembra essere gestito bene, ma la scelta del parto in casa la sento forte dentro me, perché avverrà nll’intimità.

Voglio percepire l’atmosfera famigliare e “godermi” questa magica avventura (ovviamente con un team qualificato che mi assiste).

 Accoglierò il mio piccolo in un ambiente intriso della mia energia e di quella del suo papà.

Perché Partorire in casa

Una donna al momento del parto ha anche bisogno di un ambiente intimo, silenzioso (tutt’al più armonizzato da una musica che gradisce), piacevolmente caldo e privo di estranei.

Ha bisogno di potersi muovere liberamente e di scegliere la posizione a lei più adatta per partorire, di un’ostetrica esperta che rispetti i suoi tempi e i suoi bisogni ma sappia anche intervenire in modo corretto se si presentasse un problema.

(dal sito http://percorsidiriequilibrio.blogspot.it)

I vantaggi per il bebè

Uno dei luoghi comuni sul parto domiciliare è che la casa sia più pericolosa dell’ospedale rispetto al rischio di contrarre infezioni.

È esattamente il contrario.

Gli ospedali, si sa, sono pieni di persone malate e i germi sono più pericolosi e aggressivi di quelli che abitano nella nostra casa, per via delle procedure del personale medico e infermieristico e dell’uso eccessivo di tecnologie e medicinali. Ogni famiglia si abituata ai propri germi e sviluppa una resistenza ad essi; inoltre, la presenza di pochissime persone esterne diminuisce notevolmente le possibilità di essere contagiati da germi “nemici”.

Insomma, sono germi “familiari” e quindi meno pericolosi e aggressivi di quelli che proliferano nei nosocomi. E poi sarai tu l’unica a usare il tuo bagno!

Secondo uno studio dell’inglese National Childbirth Trust, dopo il parto circa il 22% delle donne ospedalizzate contraggono un’infezione, rispetto al 5% di quelle che partoriscono in casa.

Tratto dal Libro: Il parto in casa. Nascere nell’intimità familiare, secondo natura

Una mattina durante il 4° mese

Parto a domicilio, una scelta personale che bisogna sentire dentro di se

Quando per la prima volta ho riferito a Big Daddy che avrei valutato l’opzione del partorire a casa – o in una casa maternità – mi ha guardato tutto preoccupato e ci ha messo un po’ a digerire la notizia. Adesso mi sostiene, la percepisce una cosa sempre più fattibile.

Donne, portate con voi marito e compagno quando avete colloqui con le ostetriche! E’ giusto che ascoltino anche loro!

Non ascoltare nessuno, solo te stessa, non fermarti al primo parere negativo sul parto in casa (di solito della ginecologa privata, o del medico di famiglia… per loro è molto più facile spedirti all’ospedale, vedono sempre il lato negativo, vedono l’imprevisto..)

Sto organizzando tutto per partorire in casa: mi sono informata sulle spese aggiuntive, su come compilare i moduli, se partorire in acqua o in altre posizioni. Ma per adesso non lo confido a tutti, solo a chi ha l’indole spirituale e naturale.

A dire il vero l’ho confidato a mia mamma durante le prime settimane di gravidanza, mi ha risposto credendo fosse uno scherzo: ahahah si, con la gatta?! …..

Si, partorirò in casa con la gatta perché ho anticorpi da vendere per la toxoplasmosi…! 😛

 

Body bimbo a righe bianco e grige
Uno dei primi regalini ricevuti

 

Positiva e solare, mi definisco Mamma della Nuova Era perché ho scelto il parto in casa, ho fatto il Lotus Birth, e per un buon periodo sono riuscita a gestire lo svezzamento fisiologico. Allatto ancora - Re Gnappy ha 1 anno - e uso felicemente i pannolini lavabilii e ho scelto i lavabili anche per me....

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